IL VOLTO DELL'ALTRO

Nell'attuale momento storico, in un mondo sempre più interconnesso e globale, ma al tempo stesso controverso e isolato, l'incontro con l'altro ha bisogno di essere ripensato, per il futuro dell'umanità in un mondo irreversibilmente multiculturale, dove l'accettazione dell'altro è una questione ormai non più evitabile. A partire dall'altro che ci è più prossimo: in famiglia, tra i vicini di casa, al lavoro, in classe, nelle aggregazioni sociali, fino alle estreme periferie non solo quelle geografiche, ma anche esistenziali". La cultura individualistica coltiva l'illusione di una persona libera da ogni vincolo: vi è infatti oggi la tendenza verso una rivendicazione sempre più ampia di diritti individuali che nasconde una concezione di persona umana staccata da ogni contesto sociale e relazionale. Si ritiene che il legame con l'altro sia solo un limite alle proprie potenzialità, perché l'altro rappresenta un ostacolo alla libertà. Ma la realtà quotidiana e le circostanze di ogni giorno ci testimoniano l'urgenza di rivedere questa idea narcisistica, per riappropriarci della dimensione interpersonale dell'esistenza, nel suo rapporto con la responsabilità dell'accoglienza e della cura per l'altro. Sta in questo invito a cercare nel volto dell'altro il significato della nostra stessa esistenza la proposta del Fondaco di Chioggia per l'anno 2015, nel tentativo di vedere in azione negli ospiti di questa XI° edizione un'altra possibilità di essere generativi di vera socialità. Il punto di partenza è rappresentato dal desiderio di iniziare qualcosa che, pur dentro i nostri limiti di spazio, tempo e capacità, ci aiuti a sfuggire al vuoto e al non-senso, per creare un luogo di incontro dove sia possibile riscoprire il senso di appartenenza alla comunità umana e lo spirito di condivisione con l'altro. Ma perché, se l'incontro con l'altro rappresenta un elemento che caratterizza la nostra vita, ne abbiamo spesso così paura? Forse perché ci richiama in prima persona all'assunzione di responsabilità, prima di tutto verso noi stessi e la nostra umanità che opera, costruisce e lavora. Nel volto dell'altro c'è qualcosa che sta a noi cogliere, quello di essere occasione per la nostra crescita e per la piena espressione della nostra umanità, in un dialogo vero tra persone con punti di vista diversi ma accomunati dal desiderio di comunicare per comprendersi. Queste riflessioni sono la scommessa che il Fondaco propone alla città, agli ospiti e ai nostri interlocutori, per provocare in ciascuno di noi un giudizio, per riacquistare tutto quello che arricchisce e fa diventare l'uomo più umano e che gli permette di costruire la sua personalità nella dinamica dei rapporti e degli incontri. Fino a diventare la radice del recupero della dimensione religiosa della vita, nel senso che l'io dipende da un Altro, pur nella creatività religiosa e nella pluralità di formazione delle religioni nella storia, nella chiesa cattolica, nelle moschee, nelle sinagoghe, nei templi e negli altri luoghi di culto. E un lavoro sociale e culturale nel suo più ampio e impegnativo significato, ma è soprattutto l'essenziale che dà dignità e serietà alla vita.

 

ingresso libero

I nostri ospiti

Paolo
Beccegato
Marino Callegari
Arduino Paniccia
Alfredo Mantovano
Cesare De Michelis
Sergio Luciano
Felice Limosani
Costanza Miriano
Michela Marzano
Stefano Zecchi
Rossano
Boscolo
Sesillo
Giancarlo
Boscolo
Sesillo
Loredano
Grande
Brande De Sica
Paolo Massobrio
Leandro Barsotti
Paolo
Bertelli
Samīr Khalīl Samīr
Francesca Trevisi

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Per info sugli eventi Tel 335.53.51.431 info@fondacochioggia.it

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